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Shisr - la città perduta di Ubar

Le vestigia della città di Ubar si trovano nel Governatorato del Dhofar, lungo la “via dell’incenso”. Caduta nell’oblio per svariati secoli, questa città rappresenta uno dei più grandi enigmi del Medio Oriente. Ubar – fulcro d’interminabili discussioni nonché diatribe animate nel deserto – è stata citata in molte opere antiche. Lo stesso Lawrence d’Arabia l’ha definita “l’Atlantide delle sabbie”. I ricercatori fanno risalire l’origine della costruzione di Ubar a 5.000 anni fa. In passato questo centro esercitò un ruolo di primo piano. Per secoli, l’aura di mistero che avvolge Ubar non ha smesso di appassionare l’animo di esploratori e archeologi. Sono state organizzate diverse spedizioni per andare alla ricerca di questa città. Dagli anni ’30 del secolo scorso fino al 1991, la ricerca e la prospezione non sono mai cessate.
    È stato richiesto inoltre l’intervento dell’agenzia spaziale americana che, attraverso l’elaborazione di immagini satellitari, ha consentito di rivelare l’effettiva esistenza di un’intera città sepolta sotto le sabbie.
    La notizia è apparsa in prima pagina su tutti i giornali internazionali e la scoperta è stata poi annoverata tra le dieci più importanti al mondo da numerose riviste, quali Discovery, The Times e Newsweek. I ricercatori hanno rinvenuto alcuni resti che risalgono al 1.000 a.C. Sembra che la città fosse delimitata da vari magazzini atti alla preservazione di un prodotto assai prezioso all’epoca, l’incenso (oliban).
    Gli archeologi hanno scoperto che le mura della cittadella erano state erette al di sopra di un’immensa caverna calcarea, il cui crollo avrebbe poi determinato il seppellimento della città sotto le sabbie.
    Secondo quanto riportato dagli stessi archeologi, il periodo immediatamente successivo alla scoperta di Ubar ha permesso di comprendere maggiormente le origini più remote della penisola araba. Alla scoperta della città hanno fatto seguito tre anni di prospezioni, durante i quali gli archeologi hanno potuto inventariare alcuni siti collegati alla prosperità di Ubar e al commercio dell’incenso.