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La Grande Moschea del Sultano Qaboos

Situata nel quartiere di Bawshar, vicino alla strada che conduce al cuore di Muscat, sorge la Grande Moschea del Sultano Qaboos, importante centro religioso e culturale il cui influsso scientifico e intellettuale s’irradia in tutto il mondo musulmano.
La sua costruzione è durata sei anni, al termine di un concorso d’architettura che ha permesso di decretare il miglior progetto per questo edificio, capace di accogliere 20.000 fedeli. Edificata su una superficie di circa 416.000 m², la sua principale sala di preghiera (musalla) può contenere 6.500 fedeli. Di forma squadrata, possiede una cupola centrale che s’innalza per cinquanta metri sopra al cortile centrale della moschea. Tanto la cupola quanto il minareto principale conferiscono alla moschea un fascino tutto particolare. Lungo la parte superiore delle pareti del luogo di preghiera e del cortile interno corre un fregio decorato con incisioni in stile calligrafico “thuluth”, rappresentanti alcuni versetti coranici. I motivi ornamentali islamici campeggiano sugli intradossi delle arcate delle gallerie, mentre “i nomi più belli di Dio” sono incisi sulle facciate in stile “diwani”.
Le gallerie costituiscono una sorta di recinto protettivo della moschea, che possiede cinque minareti – simboleggianti i cinque pilastri dell’Islam – a segnarne i confini.
Le gallerie (arwiqas, plurale di riwaq) nord e sud, ciascuna lunga 240 metri, risultano suddivise in sale riccamente decorate secondo i canoni dell’architettura islamica tradizionale. Tali gallerie rappresentano il limite tra i luoghi di culto veri e propri e le altre strutture della moschea. Le gallerie sono sormontate da una serie di cupole, il cui stile si ispira a quelle della moschea di Bilad Bani Bu Ali, nella regione di Ash Sharqiyah.
I muri della riwaq meridionale si snodano lungo diversi settori della moschea, fra cui una biblioteca contenente ventimila opere di consultazione nel campo delle scienze e della cultura islamica e umana in generale. A questa si aggiungono un istituto di scienze islamiche, per l’insegnamento del diritto ai giovani, e una sala riunioni, che consente l’incontro di trecento persone.
Le pareti della sala principale di preghiera (la musalla) sono interamente rivestite di marmo bianco e grigio scuro. Alcune sono ricoperte da arabeschi floreali. La sala è stata realizzata secondo un disegno aperto, con quattro pilastri principali che sorreggono la struttura interna della cupola. Di fronte a ciascuna delle pareti nord e sud, una galleria sbocca nella sala di preghiera, le cui volte sono impreziosite da motivi ornamentali. La cupola è sorretta da pennacchi all’interno di una struttura di nervature e pilastri di marmo bianco intersecati da archi a punta, rivestiti di ceramica smaltata. Alcuni rivestimenti lignei ricoprono il soffitto, il cui stile si richiama a quello dei soffitti omaniti.
Sulle porte sono incisi motivi ornamentali islamici sormontati da versetti coranici in caratteri “thuluth”, mentre altre sono abbellite dalle “musharabie” (finestre a graticcio di legno), ornate da lastre di vetro colorato per conservare il senso di continuum e di unità del luogo riservato alla preghiera (la musalla). Le sale sono riccamente decorate con motivi artistici che richiamano un’architettura e una cultura capaci di estendersi dall’Andalusia alla Cina. Nelle parti esterne della moschea, sono stati incisi sulla pietra alcuni versetti sacri, profondi addirittura per due centimetri, per assicurarne la perennità, naturalmente volendo Iddio.
Il pavimento della sala di preghiera è ricoperto da un tappeto persiano monopezzo di 4.200 m², pesante 21 tonnellate e composto da 1.700 milioni di nodi. La sua realizzazione ha richiesto ben quattro anni. Per la tessitura sono state utilizzate a ventotto colori di sfumature diverse, per lo più ricavati da tinture vegetali o naturali.

I non musulmani possono visitare la moschea tutti i giorni, tranne il venerdì, dalle 8.30 alle 11.00 del mattino. Ai visitatori è richiesto un abbigliamento appropriato e rispettoso dei luoghi di culto. Alle donne è chiesto anche di coprirsi i capelli.